Per Erre
Non mancarmi, non farmi sentire la morte scivolosa e assetata. Nel terrore che mi strazia la tua assenza. In questa solitudine profonda, che mi circonda, mi avvolge e mi uccide.
Non mancarmi! Non mancarmi mai.
Sii sangue, sii fuoco. Ho le mani nel vuoto, le mie parole senza la tua voce. Mi manchi. Non mancarmi! Straziarmi, lasciarmi, abbandonarmi. Corro nei miei pensieri senza fermarmi mai. Maledetto dalla vita. Dimenticato dalla notte. Non mancarmi! Perché la sabbia non ricorderà mai il tuo profumo, e l’odore del mare dimenticherà la tua pelle. Perché il sole al mattino sarà la tua mancanza. Assenza. Non mancarmi. Fra le parole che sento, gli odori che mi ricordi, gli sguardi che non ti vedono. ..... ..... .....
Non mancarmi! Non mancarmi mai. Mi manchi. Mi mancherai sempre.
Nell’ombra che si distende stanca, in tutti i sensi, nei sensi. Nei vasi che non innaffio, nella sete che mi asciuga. Nelle parole di questo inchiostro, nei momenti in cui mi sembra di morire. Quando andrò al cinema, al teatro, ad un concerto. Nella spesa.
Non mancarmi! Non mancarmi mai amore mio. .... .... ....
Sospiri sordi e pause, attese illuse e disilluse. Pagine e pagine. Tante, parecchie, tantissime. Sudate d’amore, solo amore per te. Incontrollabile, vaneggiante, impaziente, impazzito. ..... .....
Anche ora che mi dici addio. Che tutte queste parole non vorranno dire nulla, non serviranno più a nulla. Che saranno fogli scritti da nessuno. Che mi consumerò il cuore. Che svenerò le parole e ti abbraccerò.
...... ......
(scritta da Umberto, poeta e regista sardo)
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